Categoria: Riflessioni


  • C’è una differenza sostanziale tra farsi notare e farsi stimare.

    Nel marketing contemporaneo, soprattutto sui social, questa distinzione sembra essersi dissolta. Spesso la priorità assoluta è nutrire l’algoritmo a qualsiasi costo: teatrini studiati a tavolino, polemiche a orologeria, indignazione artificiale e caricature dei territori o dei clienti, il tutto pur di strappare un picco di commenti e visualizzazioni. Funziona? Se l’obiettivo è gonfiare le cosiddette…

  • Perché lavorare nel sociale mi ha reso un comunicatore migliore (anche per le aziende)

    C’è un prima e un dopo, nel mestiere della comunicazione, che coincide con il momento in cui la realtà smette di essere uno schermo e diventa persone, sguardi, storie vere. Lavorare con realtà come Caritas ti toglie dalla comfort zone della scrivania. Ti porta sul molo durante uno sbarco, dove incroci occhi che hanno attraversato…

  • Il coraggio di dire: “Non lo so ancora, prima studio.”

    C’è un’abitudine diffusa, alimentata dalla velocità della rete: l’ansia di dover rispondere subito. Su qualsiasi tema, in qualsiasi contesto.​Il risultato è spesso sotto gli occhi di tutti: pareri espressi a mezza voce o con troppa sicurezza su argomenti che non si conoscono a fondo, con il rischio concreto di fare brutte figure e, peggio ancora,…

  • La regola dei tre morsi.

    In un’epoca in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni e giudizi su qualsiasi cosa, il signor Palomar — celebre personaggio di Italo Calvino — ha preso un’abitudine particolare: mordersi la lingua tre volte prima di fare qualsiasi affermazione.Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire,…

  • Sapere quando NON pubblicare.

    Quante volte capita di vedere notizie, commenti o prese di posizione sui social smentiti o ritrattati dopo poche ore?Succede spesso: nella rincorsa a “esserci subito”, a dire la propria prima degli altri o a intercettare il trend del momento, si rischia di pubblicare informazioni imprecise o valutazioni affrettate. Poi arrivano le smentite, i chiarimenti o…

  • Il misterioso caso del rebranding psicologico: perché “Fundraising” suona meglio di “Raccolta Fondi” (Spoiler: è la stessa cosa)

    Avete presente quel brivido freddo che corre lungo la schiena della gente quando, in una riunione, pronunciate le parole “Raccolta Fondi”?In quell’istante, nella mente del vostro interlocutore si materializzano tre cose: una cassetta di legno con la fessura per le monete, un sagrato di chiesa, e il disperato bisogno di controllare se ha lasciato il…

  • Scrittore fantasma, reputazione fantasma.

    Scrivere per farsi leggere, ma scegliere di restare invisibili.Ogni giorno migliaia di parole, riflessioni, post e testi scientifici o divulgativi popolano le piattaforme digitali. Vengono letti, condivisi, generano dibattiti, costruiscono reputazioni d’acciaio e posizionano professionisti come leader del proprio settore.Eppure, quasi nessuno saprà mai chi ha realmente pesato, misurato e scritto quelle parole. Lo scrittore…

  • La politica del “Food Porn” e il fallimento della visione: perché il contenuto è diventato un optional.

    Condivido con forza l’analisi della collega Francesca D’Antonio: stiamo assistendo alla campagna elettorale di più basso livello di sempre. Ma il problema non è lo strumento (TikTok o i Reel), è l’accanimento contro il contenuto.Si è deciso che l’elettore sia “troppo idiota” per uno sforzo cognitivo. Il risultato? Una televendita continua fatta di arredo urbano,…

  • 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚: 𝐥𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

    C’è un ambito della medicina dove la parola “pazienza” assume il suo significato più profondo: la riabilitazione. Oggi sono felice di annunciare l’inizio di una nuova collaborazione con un professionista che stimo molto, Alessio Faieta, esperto in uroriabilitazione.Perché ho accettato questa sfida? Perché l’uroriabilitazione tocca corde intime e spesso silenziose della vita delle persone. È…